CHELYABINSK 18/04 - Nella sua Chelyabinsk, sulle pendici degli Urali, si è chiusa la gloriosa carriera di Sergei "Krusher" KOVALEV (36-5-1) il quale, nell'occasione, ha messo ko il tedesco Artur MANN (22-5) al sesto round nell'evento "The final call" organizzato in suo onore e valevole per la cintura IBA dei cruiser.
Kovalev, oggi 42 enne, vinse nel 2013 il mondiale WBO dei mediomassimi. Nell'anno successivo il russo riunificò le corone WBA/IBF e WBO dei mediomassimi sconfiggendo il grande Bernard Hopkins e difendendole in otto occasioni prima di perdere due volte da Andre Ward. Ripresa la corona WBO, poi persa e riconquistata contro Eleider Alvarez, Kovalev nel 2019 affrontò Canelo Alvarez salito per la prima volta al limite dei mediomassimi. Tuttavia per il russo era già iniziata la parabola discendente della carriera e, al termine di un durissimo combattimento, venne messo ko dal fuoriclasse messicano al'11 round. Successivamente Kovalev si fermò fino al 2022 ma il rientro non fu incoraggiante: oramai logoro, il russo ottenne una scialba vittoria ai punti su Pulev alla quale seguirono altri due anni di stop prima di perdere dallo svedese Safar. Sergey Kovalev stato comunque uno tra i migliori mediomassimi a livello mondiale dello scorso decennio.
MONTREAL - 17/12 - Nonostante qualche dubbio riguardante la capacità di rientrare nei limiti di peso, il picchiatore 36enne russo di stanza a Montreal Artur Beterbiev difende brillantemente le corone WBC e IBF dei mediomassimi. Lo fa alla sua maniera, per ko, regolando l'ex interim WBC di categoria, il 31enne mancino"Sir" Marcus Browne. Nonostante lo statunitense abbia tentato di opporsi al campione nel corso delle prime riprese, e nonostante uno scontro di teste avvenuto durante il 4 round che apriva una profonda ferita sulla fronte del campione, con lo svilupparsi dell'incontro, Beterbiev riusciva ad indirizzare la contesa sul terreno che più predilige: la demolizione a fuoco lento grazie ad un ottimo lavoro col destro.
L'azione di Browne, a partire dal quinto tempo, iniziava a calare e nel settimo finiva al tappeto dopo aver incassato un gran bel montante sinistro di Beterbiev al fegato. "Sir" sparava le ultime cartucce nell'8 round, riuscendo a piazzare qualche colpo preciso, ma al 9, dopo essere finito all'angolo sugli sviluppi di una serie gancio sinistro diretto destro del russo, andava ancora una volta al tappeto rimanendo in ginocchio ben oltre il conto totale. Artur Beterbiev conserva cosi cinture e record di ko al 100% (17-17 ko): per lui si parla di un possibile abboccamento con Canelo Alvarez. Sarebbe un grande match. Per Browne, invece, il record dice adesso 24-2 e 16 ko.
Il match di riunificazione delle corone WBC-IBF dei Mediomassimi era molto atteso e sul ring di Philadelphia si scontravano due pugili molto molto interessanti. L'ucraino 32enne, titolare WBC, Oleksandr Gvodzyk, divenuto famoso per aver brutalmente chiuso la carriera dell'ex campione Adonis Stevenson, ed il 34enne russo del Daghestan Artur Beterbiev, titolare IBF, implacabile picchiatore dal record di 14 incontri-14 ko ed ex stella dei dilettanti con vittorie agli europei e ai mondiali AIBA. Due pugili imbattuti e che sono abituati a dare del "tu" alla conclusione prima del limite.
Tenendo fede al suo ruolino di marcia, ha vinto Beterbiev. Kot al decimo round dopo aver pian piano sgretolato l'avversario che, bisogna dirlo, aveva iniziato meglio l'incontro probabilmente vincendo le prime due riprese. Gvodzyk infatti è un ottimo pugile, uno dal pugno di ferro, ma che probabilmente ha ceduto il passo di fronte alla straripante fisicità del russo, il quale, a partire dal terzo round, pur mirando tatticamente a non cercare subito il successo prima del limite, ha iniziato a minare le certezze dell'ucraino con un poderoso lavoro al corpo. Gvodzyk, ripresa dopo ripresa, è così scivolato fuori dal match fino ad arrivare al nono tempo, dove per lui è cominciato l'inizio della fine.
Un sinistro di Beterbiev metteva in ginocchio il campione WBC. L'arbitro Rosato, in affanno già dal primo round per aver confuso una spinta nei confronti di Gvodzyk per un kd, stoppava il tempo come se fosse stato un colpo basso e poi faceva riprendere. Tuttavia la ripresa diveniva umiliante per l'ucraino che prendeva colpi da tutte le parti e riusciva a terminarla in piedi solamente per aver rifiatato in quei secondi di stop. Teddy Atlas, all'angolo, cerca di risvegliare l'orgoglio del suo protetto ma ormai c'è poco da fare. Nella decima frazione Beterbiev lo metteva al tappeto con un destro che terminava con successo una lunga azione demolitrice. Gvodzyk si rialzava affannosamente per andare nuovamente giù pochi secondi dopo, stavolta su combinazione destro sinistro. "The last chance"...il monito del ref Rosato all'ucraino, rimessosi orgogliosamente sulle gambe, si percepiva chiaramente. Gvodzyk cercava di controbattere all'ennesimo assalto del russo ma toccava terra col ginocchio e l'arbitro decretava la fine. Singolari, infine, le scorecards dei tre giudici: due su tre vedevano in vantaggio Gvodzyk di due, tre lunghezze (87 a 84 e 85 a 83). Se si fosse arrivati fino in fondo chissà cosa si sarebbe scritto di questo incontro.
La categoria dei mediomassimi, praticamente tutta di marca russa, si arricchisce di una nuova stella, Artur Beterbiev, pugile duro e temibile (15-15 ko). Oleksandr Gvodzyk (17- 1 sconfitta) lascia invece lo scettro alla seconda difesa ma probabilmente avrà ancora altre possibilità.