CARSON- CA 15.05Che combattenti!Jermell Charlo (35-1), mobilità di gambe, tempi di azione in rimessa praticamente perfetti e accuratezza dei colpi da campione. Bryan Carlos CASTANO (17-1-2), il classico toro della pampa: sempre avanti con cattiveria e ardore. Paura, mai. Nel rematch, dopo lo spettacolare pari di qualche mese fa, ha vinto Charlo. Con merito, al termine di una battaglia infuocata e difficile da giudicare per almeno sei riprese. Poi l'argentino è sensibilmente calato ed è venuta fuori la classe stilistica del texano che ha chiuso i giochi al 10 tempo con un sinistro al volto di precisione millimetrica (Castano era poco mobile ma a guardia alta). Jermell Charlo da oggi è l' unico campione dei pesi superwelter!!!
Ennesima vittoria prima del limite(27esimo ko su un record di 29-0) per il 24enne peso welter di Philadelphia, Jaron ENNIS . A farne le spese l'imbattuto canadese(fino a stanotte) Custio CLAYTON (19-1-1), crollato dopo una mazzata (gancio destro largo al capo) portata da Ennis con tutta la forza della spalla e della rotazione del piede destro. Clayton pur rialzandosi al "10", non era in grado di continuare e l'arbitro decretava il ko. Il tutto avveniva a 10 secondi dalla fine del 2 round. Dopo il match Ennis si rivolgeva al re incontrastato della categoria Errol Spence jr, presente a bordo ring, rivendicando una chance per il titolo in qualità di contender #1 per l'IBF.
Che spettacolo vedere boxare Errol Spence, per me tra i migliori PFP in attività. Nonostante la lunga inattività (ultimo match contro Danny Garcia nel dicembre 2020), il pugile texano ha demolito sul ring casalingo di Arlington il pur valido 35enne cubano Yordenis Ugas, detentore della cintura WBA nell'incontro di riunificazione delle tre sigle dei pesi welter.
Spence prendeva subito le redini del combattimento affrontando Ugas alla media-corta distanza lavorandolo con combinazioni al bersaglio grosso. Il cubano però, durante il 3 round, trovava il modo per andare a segno con due destri al volto, dando l'impressione di avere più pugno rispetto all'avversario, il quale dalla 4 ripresa cercava di alzare il ritmo continuando il lavoro al corpo portato a due mani. L'azione di Spence trovava successo anche nella ripresa successiva quando iniziava anche a portare precise combinazioni corpo-viso (gancio-montante), sempre tenendo stretta la distanza da Ugas, bravo comunque a piazzare un bel montante destro.
Al 6 round il match si infiammava: Ugas centrava Spence, prima con un montante destro e poi con un uno due (diretto sx-gancio destro) al volto. Il texano avvertiva questi colpi abbastanza pesanti, sbandando e finendo sulle corde. L'intervento dell'arbitro Laurence Cole per recupero del paradenti volato via salvava Spence da una brutta situazione per poi reagire nel finale di tempo riguadagnando la media corta distanza riproponendo qualche efficace combinazione corpo-viso. Ma il round era nettamente di Ugas.
Grande ritorno di Spence nel 7 tempo che aggrediva subito Ugas alzando il ritmo ed entrando più volte con precisione chirirgica nella guardia del cubano sia al corpo che al volto (pregevole montante sinistro). Ugas si faceva sentire con un bel destro al volto ma aveva l'occhio destro quasi chiuso. Notevole (39 colpi) la media colpi portata dal texano, la cui azione saliva di ritmo anche nell'8 round (35 colpi). Ugas subiva e Cole interrompeva il combattimento perchè l'occhio destro del cubano era ormai completamente chiuso. Il medico di servizio faceva proseguire il match, ormai però incanalato a favore di Spence che, dopo un 9 tempo interlocutorio, continuava l'azione demolitrice col jab al volto anche nel 10. Intervieniva nuovamente il medico che stavolta fermava
il combattimento in quanto Ugas, provato e con l'occhio destro chiuso, non poteva più continuare.
Riunificate le tre sigle, per Spence rimane solamente il super big match con l'altro fenomeno, campione WBO, Terence Crawford. Sarebbe uno spettacolo al 100%.
SOTTOCLOU - WELTER WBA (REGULAR) vittoria a sorpresa per split decision del 27enne lituano Stanionis sfidante del favorito russo Butaev. In palio il mondiale Regular dei Welter WBA. L'incontro è stato abbastanza noioso anche se il ritmo non girava su livelli proprio terra terra. Stanionis ha vinto probabilmente per la maggiore accuratezza dei colpi rispetto ad un Butaev, fino ad oggi imbattuto, che ha deluso non tanto per le conclusioni portate (il lituano finiva visibilmente segnato in volto) quanto per la precisione ed un complessivo calo nella seconda parte del match. Decisivo, a mio parere, l'intervento dell'arbitro Ramos che, nel corso dell'11 tempo, sanzionava il russo di un punto per aver spinto in basso la testa di Stanionis. Forse un pò troppo larghi i due cartellini 117-110 e 116-111 in favore di Stanionis, mentre a Butaev veniva assegnato un 113-114. Personalmente avevo il lituano avanti di misura ma concedere l'etichetta di mondiale (per giunta regular) a questo match, ce ne vuole...
Welter - Cody CROWLEY b. Josesito LOPEZ UD 10
Larga vittoria del pugile canadese. Lopez va kd nel corso settimo round.
Leggeri - Isaac CRUZ b. Yuriorkis GAMBOA TKO 5
Interessante sfida tra due già contenders mondiali, entrambi sconfitti da Gervonta Davis (il cubano Gamboa anche da Haney). Non c'è storia: le 40 primavere di Gamboa si sentono tutte e il 23enne pugile messicano lo manda al tappeto nel secondo, terzo, quarto e quinto round quando il combattimento viene fermato dall'arbitro Mark Calo.
Leggeri - Jose VALENZUELA b. Francisco VARGAS ko 1
A Valenzuela basta un gancio sinistro da manuale per schiantare Vargas. Tempo: 1:25 del primo round.
Welter - Brandun LEE b. Zachary OCHOA UD 10
Vittoria unanime in 10 riprese per il rampante e imbattuto 22enne californiano Brandun Lee contro il portoricano Ochoa.
Poco più di un anno fa, il 29enne texano Errol Spence jr, uno tra i migliori interpreti della boxe contemporanea, rischiava di morire in un terribile incidente d'auto a Dallas. La sua Ferrari bianca, uscita fuori strada di notte a causa dell'eccessiva velocità, finiva ridotta come una lattina di Coca Cola pronta per la discarica. Lui, per fortuna sua e del pugilato, si salvava miracolosamente.
Dopo una lunga convalescenza e lo stop pandemico, stanotte, sul ring casalingo di Arlington/Texas, è arrivata l'ora della verità: Errol Spence è tornato sul ring per difendere i suoi titoli wbc e ibf dei pesi welter. Di fronte a lui un avversario che definire osso duro è poco: il 32enne di Philadelphia Danny Garcia, giá campione dei superleggeri e dei welter. Uno che nel corso della carriera ha messo in riga gente come Erik Morales (2 volte), Amir Khan, Zab Judah e Malignaggi. Come avrebbe combattuto Spence ma soprattutto avremmo rivisto sul ring il delizioso campionissimo ammirato prima dell'incidente?
La risposta è stata positiva. Errol Spence ha dominato Garcia per tutto l'arco delle 12 riprese mostrando una forma fisica perfetta che gli ha permesso di tenere il centro del ring senza esitazioni per almeno 10 rounds. Ottimo nella fase difensiva, in cui non ha mai dato punti di riferimento. Ottimo anche in quella offensiva, fatta di jab apri breccia e di colpi portati col gancio, spesso doppiati con viva efficacia. Danny Garcia si è invece chiuso in un'attesa infinita, subendo troppo il ritmo e i colpi dell'avversario. Non gli ha concesso il ko, cercato invano più volte da Spence, ma si è limitato a piazzare qualche bordata quando questi, nel 10 e nell'11 tempo ha fisiologicamente tirato il fiato.
Per Errol Spence jr è stata decisione unanime netta . La boxe ha ritrovato un grande interprete che, poco più di un anno fa, ha rischiato di perdere in maniera tragica. Ora si parla di riunificazione con la corona wbo detenuta dall'immenso Terrence Crawford, attualmente secondo The Ring il pugile più forte del mondo. Sarebbe il top fight del 2021.
Vittoria numero 17 sul ring della Wembley Arena per il figlio d'arte Conor Benn, considerato tra gli addetti come uno dei migliori prospetti tra i pesi welter. Il nostro ha avuto la meglio ai punti dopo 10 riprese sul tedeschissimo Sebastian Formella. In palio un titolino minore griffato wba di cui Benn era già detentore. Quella dell'inglese é stata una vittoria solida e tecnicamente limpida, costruita grazie ad un ritmo incessante e a delle frustate portate col jab sinistro che mettevano in difficoltà l'avversario fin dai primi scambi. Il campioncino non è però riuscito a chiudere la contesa prima del limite in quanto Formella, ex gruista al porto di Amburgo, si è confermato un solidissimo incassatore.
Per Conor Benn si tratta quindi di un ulteriore passo in avanti anche se per tracciare dei limiti alla sua boxe fin qui inattaccabile, dovremo attendere avversari ancora più ostici del tedesco.
Il paragone in questi giorni è andato, inevitabilmente, a toccare il papà di Conor. Ebbene, avendo avuto l'opportunità di vedere combattere più volte Nigel Benn negli anni novanta, credo che il primo limite di Conor sia proprio questo. Molto bravo, sicuramente combatterà per un mondiale, ma ho l'impressione che non sia paragonabile al distruttore che fu Benn senior per storia, origini ed avversari affrontati.
Sul trono dei Campionissimi della boxe contemporanea i media americani pongono da tempo Terence Crawford(37-0), 32 enne di Omaha Nebraska, re dei welter per la wbo, già campione nei welter jr. e nei pesi leggeri. Hanno ragione: tatticamente difficile da inquadrare, dotato di precisione millimetrica nel jab sinistro, velocità di esecuzione e buona potenza nella mano destra.
Ne sa qualcosa l'ingleseKell Brook(39-3), ex campione di questa categoria, che stanotte, sul ring di Las Vegas, era in vantaggio di un punto per almeno due dei tre giudici. Tre round di tattica e fioretto in velocità, di attese e bagliori coi rispettivi sinistri a tagliare come lamette. L'inglese con in cuore la speranza di abbattere un ostacolo invalicabile. Crawford ad attendere come una pantera nella radura e con l'occhio destro già un pò gonfio.
Tuttavia non si è migliore pound for pound per caso: quarto round, Brook tenta l'affondo in uscita da uno scambio ravvicinato. E'il primo e unico pertugio che l'inglese concede all'avversario. Crawford stampa sull'occhio sinistro dello sfidante un hook destro cortissimo ma caricato alla perfezione. La zampata della pantera. Roba di decimi di secondo. Il resto è una serie a due mani che di fatto chiude la contesa. Questo è Terence Crawford (39, re dei pesi welter e re del pugilato di oggi.
Manny Pacquiao vs Keith Thurman da boxeringweb.net
Manny Pacquiao, a 40 anni suonati, ha vinto l'ennesima sfida rafforzando il suo status di leggenda vivente del pugilato mondiale. Fin qui più o meno quasi tutto nella norma. Il dato che però mi ha fatto lustrare gli occhi è come il Senatore Filippino è riuscito ad avere ragione di Keith Thurman.
Se diamo un'occhiata alle statistiche di CompuBox, infatti, noteremo una netta differenza per quanto riguarda il rapporto tra i colpi portati e quelli andati a segno. Forbice molto sensibile in favore di Thurman che, da questo punto di vista, ha mostrato una precisione più netta rispetto al suo avversario con 192 pugni andati a bersaglio su 443 portati (43%) contro i 113 sui 340 (33%) di PacMan.
Locandina del match da boxrec.com
Questo è forse il dato che è passato più in sordina, che non deve farci dimenticare lo spessore di Keith Thurman (29 - 1 - 22 ko), un campione vero, probabilmente tra i migliori in circolazione durante questi anni e arrivato imbattuto all'incontro più importante della carriera. Frenato spesso da problemi fisici che ne hanno ostacolato la carriera, sul ring del MGM di Las Vegas l'americano ha comunque dato sfoggio di un ritmo a tratti impressionante e di una precisione chirurgica nel portare i colpi. A mio parere, se di fronte non avesse trovato un campionissimo come Pacquiao, "One Time" avrebbe probabilmente vinto. Il dato è infatti confermato anche dalle "scorecards" dei tre giudici che, alla fine dei 12 rounds, hanno comunque espresso un verdetto di "split decision" per una vittoria su cui, a mio parere, ballano due- tre punti di differenza (115 a 112 per il filippino mi sembra il verdetto più calzante).
Manny Pacquiao, a mio parere, ha costruito la vittoria su due episodi fondamentali. 1) Il kd inflitto a Thurman nel primo round grazie a una combinazione astuta che coglie impreparato l'avversario. Pacquiao getta il peso in avanti sulla gamba destra, affondando con il diritto sinistro. Quasi contemporaneamente (e qui sta il difficile) scatta un corto gancio destro, portato quasi balzando in avanti (l'azione termina con la gamba sinistra in avanti). L'avversario si preoccupa di non prendere il primo colpo e rimane scoperto sul destro, che entra di slancio in velocità e non lascia scampo. Sul filmato che ho postato è possibile notare al rallenty l'efficacia di questa azione, peraltro già esibita da PacMan in precedenti match. 2) Il colpo al bersaglio grosso scagliato dal filippino durante la decima ripresa, il quale ha quasi spento le lampadine a Thurman. Un colpo fondamentale in quanto il pugile statunitense, in netta ripresa, stava riacciuffando le sorti del match dopo un avvio difficilissimo.
Destro al corpo di Thurman da ABS-CBN.com
Il resto fa parte del campionario che caratterizza le leggende dello sport: grande capacità mentale di gestire certe situazioni a un livello altissimo, grande capacità di soffrire, grande bagaglio di esperienza acquisita in quasi venticinque anni di attività contro i più forti della boxe odierna. Dimenticavo: il match era valido per la corona Wba (versione Super) dei pesi Welter detenuta da Thurman ma credo che questo fosse l'ultimo particolare.
Mondiale (Super) Wba Welter: Manny Pacquiao (Phi) b. Keith Thurman (Usa) - SD 12
Arbitro: Kenny Bayless - Giudici: Glenn Feldman 113-114; Dave Moretti e Tim Cheatham 115-112