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domenica 30 maggio 2021

(LEGGERI WBC) DEVIN HANEY BATTE LINARES AI PUNTI MA IL FINALE NON CONVINCE DEL TUTTO

 

Diretto destro di Haney che penetra nella guardia di Linares

Sul ring del Mandalay Bay di Las Vegas, l'affermazione di Devin Haney (26-0-15 ko) sull'esperto venezuelano Jorge Linares (47-6-29 ko), già campione WBA e WBC della stessa categoria, è stata netta. Il 22enne "The Dream" rappresenta, per classe pugilistica, non solo uno dei migliori atleti della sua categoria di peso ma, a detta di molti, anche uno tra i migliori pugili pound for pound. Stanotte Haney, chiamato al suo vero primo esame della carriera, ha impostato il match tutto sulla tecnica e sulla precisione. Una tattica che è riuscita ad imbrigliare il coriaceo Linares pur non offrendo alcun tipo di spettacolo. Nonostante la decisione unanime da parte della giuria, sul conto del nostro questa volta ho rilevato qualche macchia in più rispetto al solito: 1) la mancanza del pugno risolutore 2) una la mascella non proprio granitica. In merito a quest'ultimo aspetto è doveroso registrare che l'orgoglioso Linares, dominato dall'americano per 9 round, sul finale del decimo tempo ha rischiato di vincere clamorosamente per ko. Una combinazione a due ganci destro-sinistro colpiva al volto un Haney, forse un pò stanco, il quale, sorpreso dalla reazione del venezuelano, dava la netta impressione di tornare all'angolo con le gambe molli e il passo barcollante. Da questo punto il campione smetteva di proporre pugilato e, durante le ultime due riprese, si rifugiava continuamente in clinch per arginare un Linares, a questo punto, completamente rinvigorito. Il pubblico evidentemente non gradiva l'atteggiamento di Haney e al momento della lettura dei cartellini (116-112 due volte 115-113) si lasciava andare a qualche sonoro fischio nei confronti del riconfermato campione. 

La grinta di Linares

Haney ha fatto un ottimo uso del montante durante l'incontro

Bel destro di Linares al mento dalla corta distanza. Allo scadere del 10 round, il venezuelano ha incredibilmente riaperto le sorti della sfida. Da quel momento,il campione ha pensato solamente a legare

La reazione di Linares non è però servita a impedire la vittoria di Devin Haney, riconfermatosi con merito campione dei Leggeri WBC per decisione unanime. La caratura del 22enne statunitense è indiscussa ma il finale in salita non ha convinto del tutto. 


Nel sottoclou si è disputata l'eliminatoria al titolo dei superpiuma IBF che ha visto opposti il 29enne inglese di Leeds Martin Joseph Ward al 24enne sudafricano Azinga Fuzile. Pur procedendo sui binari di un sostanziale equilibrio, l'incontro aveva una prima svolta al quarto round, quando il saettante guardia destra Fuzile pizzicava l'avversario con un rapidissimo sinistro al volto. L'inglese metteva il ginocchio sinistro a terra e veniva contato dall'arbitro. Scampato il pericolo, Ward, pur non sfigurando, appariva più lento dall'avversario, specialmente se toccato con serie da due colpi jab destro/gancio sinistro al volto. Nel corso del settimo tempo era proprio la velocità di Fuzile a chiudere la contesa: su un attacco di Ward il sudafricano lanciava un destro corto di rimessa che colpiva l'inglese alla mascella mandandolo al tappeto. Rialzatosi a fatica e già provato da una ferita apertasi dopo uno scontro di teste e da un ginocchio dolorante, Ward veniva stoppato dal proprio angolo. 

Tra i pesi medi vittoria ai punti, per majority decision, in 10 riprese del 30enne irlandese Jason Quigley contro Shane Mosley jr. L'incontro è stato molto incerto e dall'esito altalenante con entrambi i pugili a darsi battaglia colpo su colpo. Molto belle la nona e la decima ripresa durante le quali entrambi i contendenti riuscivano ad andare a segno. Al termine delle ostilità a spuntarla era Quigley: 97-93, 96-94 e parità 95-95 i tre cartellini dei giudici. In palio era il titolo NABO WBO di categoria. Il record di Quigley è adesso di 19-1 14 ko. Quello di Mosley 17-4 10 ko. Quigley, nelle interviste post match, ha dichiarato di aspirare ad una sfida contro Demetrius Andrade, per il mondiale WBO dei Medi.




Brillante prestazione dell'inglese Chantelle Cameron (14-0), alla prima difesa del mondiale Superleggeri WBC, che in cinque riprese ha distrutto l'americana Melissa Hernandez. Dopo aver seppellito l'avversaria sotto una pioggia di colpi durante il quarto round, Cameron costringeva l'arbitro ad interrompere il match dopo l'ennesimo prolungato attacco. Vittorie ai punti di Reshat Mati vs Ryan Pino in 6 riprese (welter), di Rama Ali vs Mykhaila Nebel in 6 riprese (piuma) e dell'esordiente Khalil Coe al secondo round su Nathaniel Tadd (mediomassimi).






lunedì 5 agosto 2019

TRE MOTIVI PER CUI PACQUIAO MI HA ESALTATO

Manny Pacquiao vs Keith Thurman da boxeringweb.net


Manny Pacquiao, a 40 anni suonati, ha vinto l'ennesima sfida rafforzando il suo status di leggenda vivente del pugilato mondiale. Fin qui più o meno quasi tutto nella norma. Il dato che però mi ha fatto lustrare gli occhi è come il Senatore Filippino è riuscito ad avere ragione di Keith Thurman.

Se diamo un'occhiata alle statistiche di CompuBox, infatti, noteremo una netta differenza per quanto riguarda il rapporto tra i colpi portati e quelli andati a segno. Forbice molto sensibile in favore di Thurman che, da questo punto di vista, ha mostrato una precisione più netta rispetto al suo avversario con 192 pugni andati a bersaglio su 443 portati (43%) contro i 113 sui 340 (33%) di PacMan.

Locandina del match da boxrec.com


Questo è forse il dato che è passato più in sordina, che non deve farci dimenticare lo spessore di Keith Thurman (29 - 1 - 22 ko), un campione vero, probabilmente tra i migliori in circolazione durante questi anni e arrivato imbattuto all'incontro più importante della carriera. Frenato spesso da problemi fisici che ne hanno ostacolato la carriera, sul ring del MGM di Las Vegas l'americano ha comunque dato sfoggio di un ritmo a tratti impressionante e di una precisione chirurgica nel portare i colpi. A mio parere, se di fronte non avesse trovato un campionissimo come Pacquiao, "One Time" avrebbe probabilmente vinto. Il dato è infatti confermato anche dalle "scorecards" dei tre giudici che, alla fine dei 12 rounds, hanno comunque espresso un verdetto di "split decision" per una vittoria su cui, a mio parere, ballano due- tre punti di differenza (115 a 112 per il filippino mi sembra il verdetto più calzante).



Manny Pacquiao, a mio parere, ha costruito la vittoria su due episodi fondamentali. 1) Il kd inflitto a Thurman nel primo round grazie a una combinazione astuta che coglie impreparato l'avversario. Pacquiao getta il peso in avanti sulla gamba destra, affondando con il diritto sinistro. Quasi contemporaneamente (e qui sta il difficile) scatta un corto gancio destro, portato quasi balzando in avanti (l'azione termina con la gamba sinistra in avanti). L'avversario si preoccupa di non prendere il primo colpo e rimane scoperto sul destro, che entra di slancio in velocità e non lascia scampo. Sul filmato che ho postato è possibile notare al rallenty l'efficacia di questa azione, peraltro già esibita da PacMan in precedenti match. 2) Il colpo al bersaglio grosso scagliato dal filippino durante la decima ripresa, il quale ha quasi spento le lampadine a Thurman. Un colpo fondamentale in quanto il pugile statunitense, in netta ripresa, stava riacciuffando le sorti del match dopo un avvio difficilissimo.

Destro al corpo di Thurman da ABS-CBN.com


Il resto fa parte del campionario che caratterizza le leggende dello sport: grande capacità mentale di gestire certe situazioni a un livello altissimo, grande capacità di soffrire, grande bagaglio di esperienza acquisita in quasi venticinque anni di attività contro i più forti della boxe odierna. Dimenticavo: il match era valido per la corona Wba (versione Super) dei pesi Welter detenuta da Thurman ma credo che questo fosse l'ultimo particolare.


Mondiale (Super) Wba Welter: Manny Pacquiao (Phi) b. Keith Thurman (Usa) - SD 12
Arbitro: Kenny Bayless - Giudici: Glenn Feldman 113-114; Dave Moretti e Tim Cheatham 115-112

EUROPEO PESI MEDI: A LONDRA TUTTO COME PREVISTO. LIDDARD DISTRUGGE MORELLO IN 8 RIPRESE.

  È finita male la spedizione londinese di Dario MORELLO contro il 23enne inglese dell'Essex George LIDDARD. I due si giocavano il vacan...