DALLAS/TX - 02.01.2021 - Interessante riunione fiume targata Matchroom/Golden Boy
Spettacolare affermazione sul ring di Dallas da parte del 22enne Ryan Garcia ai danni dell'inglese Luke Campbell. "KingRy", pupillo di Oscar De La Hoya e grande amico di Canelo, era atteso al primo vero scontro della sua già giovane e brillante carriera. Per Campbell, oro olimpico a Londra 2012, dopo le sconfitte subite contro Linares e nell'assalto mondiale a Lomachenko, si trattava forse dell'ultimo treno per rimanere nel giro che conta.
Il campione partiva subito forte, prendendo il centro del ring, e sferzando lo sfidante con il jab sinistro. Campbell, come al solito molto attento alla fase difensiva, sembrava subire la personalità di Garcia ma, nel corso del 2 round, riusciva a piazzare un potente gancio sinistro proprio sulla punta del mento dell'avversario, colpevole di aver lasciato il destro troppo basso. Il pugile californiano franava al tappeto tra lo stupore del pubblico. Si rialzava prontamente grazie alla freschezza atletica dell'età, seppur abbastanza frastornato per aver subito il primo "kd" della carriera. Campbell, tuttavia, non sfruttava l'attimo fuggente, preferendo rimanere sulle sue, accorto a non sbilanciarsi troppo e a non concedere varchi.
Garcia poteva così riprendere gradualmente le redini di un combattimento molto equilibrato che vedeva i contendenti bravi a rispondersi colpo su colpo entrambi col gancio sinistro. In finale di un tirato 5 tempo, la svolta: Garcia centrava Campbell al volto con un sinistro potente e precisissimo che tagliava le gambe dell'inglese anche se il gong lo salvava provvidenzialmente dal probabile colpo del ko. Il campione, nel round successivo, forzava quindi l'azione chiudendo ogni varco a un comunque generoso Campbell il quale si dimostrava, come in passato, contender di livello. Tuttavia, nel corso della settima ripresa, Ryan Garcia poneva termine alla contesa con un durissimo sinistro allo stomaco che annichiliva Campbell a scoppio ritardato. Così, come spesso avviene in occasione di questi colpi, il pugile di Hull una volta accasciatosi al tappeto vi rimaneva per il conto totale.
Per "KingRy" era il trionfo di fronte a un palazzetto gremito di suoi supporters. Il modo migliore per irrompere nella categoria dei leggeri e lanciare subito la sfida ai top della categoria. Dopo la proclamazione della vittoria, lo stesso Garcia finiva per sfidare pubblicamente Devin Haney, il titolare Wbc dei leggeri, presente in sala. Garcia ha inoltre dichiarato di "voler affrontare tutti i campioni sia Gervonta Davis sia Teofimo Lopez per dimostrare che sono il più forte".
SUPERPIUMA WBA - A sorpresa Roger Gutierrez su Renè Alvarado
Nel sottoclou vittoria a sorpresa del venezuelano Roger Gutierrez (25-3-1 20 ko) su Renè Alvarado dopo un match alternatosi tra fasi spettacolari, equilibrate ed altre meno avvincenti. In palio il mondiale Wba dei Superpiuma detenuto da quest'ultimo.
I due si erano incontrati già nel 2017 ed aveva vinto prima del limite Alvarado, il quale dimostrava maggiore volontà rispetto a un Gutierrez più accorto ma, più brillante del campione. Al terzo round il primo brivido: un montante destro dello sfidante metteva a sedere Alvarado che si è rialzava con difficoltà. Dopo il conteggio Gutierrez rimpolpava l'attacco senza concedere tregua all' avversario e lo rimetteva "kd" dopo una serie prolungata. A un passo dal baratro, Alvarado si salvava grazie all'eccellente lavoro di mobilità sul tronco che gli permetteva di schivare il colpo del ko e di guadagnare così la via dell'angolo.
Gutierrez, dopo l'ottimo inizio, accusava però la fatica pur essendo già largamente in vantaggio sul cartellino dei giudici. Ne approfittava Alvarado che, risalendo lentamente la china, trovava il modo di fare breccia dalla corta distanza. Un lavoro "sporco", continuo e soprattutto fruttuoso che gli permetteva di accorciare lo svantaggio fino a pareggiare i conti e, forse, a portarsi addirittura avanti nel punteggio. In questa lunga fase, durata dal quarto al nono round, il match perdeva di intensità anche perchè Gutierrez, non riuscendo più a proporre la propria boxe con efficacia, si faceva notare solamente per i frequenti e noiosi clinch.
Dopo una decima ripresa favorevole a Gutierrez, con Alvarado a tirare il fiato, nell'undicesimo tempo il campione tornava ad arrembare l'avversario al quale rimanevano gli ultimi tre minuti per riportare a casa la propria corona. E invece, nel primo minuto del dodicesimo round, un gancio sinistro al volto preceduto da due jab, metteva ancora una volta al tappeto Alvarado. Il nicaraguense si rialzava fiaccato e svuotato di tutte le energie mentre anche Gutierrez dava l'idea di non averne più.
Si arrivava così al verdetto che dava ragione a Gutierrez, forte dei 3 atterramenti imposti ad Alvarado. Molto belli gli abbracci finali ra i due contendenti e il pianto di un Gutierrez che, venuto come il suo avversario da un paese povero, probabilmente non immaginava di poter diventare un giorno campione del mondo. Molto probabile a questo punto un terzo confronto tra i due.
MINIMOSCA IBF - Felix Alvarado si conferma per kot su Kriel
Incontro ruvido e a tratti spettacolare tra Felix Alvarado (36-2, 31 KO) impegnato nella difesa del titolo dei Minimosca contro il sudafricano Dee Jay Kriel (16-2-1, 8 KO), ex campione IBF dei pesi paglia.
Alvarado, fratello gemello di Rene è partito subito forte quando, nel secondo round, metteva subito "kd" il pugile africano. La stessa situazione si ripeteva al quarto round quando, il pur grintoso avversario soccombeva di fronte al ritmo incessante del nicaraguense e alle sue letali combinazioni volto-bersaglio grosso.
Tuttavia Kriel mostrava tutta la sua fama di pugile duro e coriaceo oltre a rivelarsi un ottimo incassatore. Così, quando il campione tirava il fiato dopo non essere riuscito a metterlo ko, tra il quinto e l'ottavo tempo, lo sfidante ritrovava le forze per piazzare alcuni potenti destri che sorprendevano l'avversario e riaccendevano le sorti di incontro che pareva essere ormai segnato. Nella nona ripresa Alvarado ricominciava però ad imporre il proprio ritmo forsennato e, su una serie a ripetizione, centrava Kriel con un potente destro. Il sudafricano, stanco e provato dalla dura battaglia, accusava il colpo e nel decimo tempo dopo essere finito alle corde in grande difficoltà, non trovava più la forza per reagire alle bordate di Alvarado che gli arrivavano praticamente da tutte le parti. Inevitabile lo stop dell'arbitro Mark Calooy e la definitiva affermazione del nicaraguense, confermatosi una star nella sua categoria di peso.
04.12 - SF- Hithem Laamouz (MLT) b. Mario ALFANO (ITA) PTS 12 - Roma 05.12 - SL- Massi Tachour (FRA) b. Giuseppe CARAFA (ITA) PTS 12 - Parigi
Uno scambio tra il maltese Laamouz (sinistra) ed il nostro Mario Alfano
UE Superpiuma - Niente da fare per Supermario Alfano sul ring del PalaSantoro di Roma nella riunione targata Rosanna Conti Cavini Prod.. La vacante corona UE dei Superpiuma va al maltese Laamouz, ai punti in 12 riprese con decisione unanime. 112 - 116 per tutti e tre i giudici. Alfano, reduce dal lusinghiero successo per ko su Cipolletta che gli era valso il titolo italiano di categoria, ha subito l' agilità dell'avversario imbattuto ormai da due anni. Il record del 30enne salernitano di stanza a Roma è adesso di 15-2-1. Nota di colore: l'incontro è stato trasmesso dalla Rai. Praticamente un evento di portata quasi epocale. Video: Alfano vs Laamouz
Massi Tachour proclamato vincitore su Giuseppe Carafa
UE Superleggeri - A vuoto anche il tentativo di Giuseppe Bullet Carafa (12-4-1) sul ring di Levallois (Francia). Nonostante la buona prestazione del pugile pugliese, il titolo UE dei Superleggeri è del franco algerino Massi Tachour. Il salentino, già iridato italiano nei superpiuma contro Invernizio (ko al 4 round) e WBC Mediterraneo nei pesi leggeri (vittoria ai punti su Cipolletta) non combatteva dal novembre del 2019. Probabilmente la lunga inattività e l'esordio in una categoria più pesante, dove il nostro non riesce ad avere la stessa efficacia vista nei precedenti match, hanno fatto la differenza. Di fronte a lui comunque vi era un pugile fisicamente più forte contro il quale Carafa, finchè ha retto sotto il lato della resistenza, ha dato tutto ciò che poteva dare. Dopo un inizio sfavorevole, la migliore tecnica permetteva a Carafa di imporre addirittura il suo ritmo durante il sesto round. Tuttavia il debordante ritorno di Tachour, bravo ad alzare l'andatura del combattimento e a piazzare i colpi più pesanti, non dava scampo all'italiano. Dopo 12 riprese verdetto unanime per Tachour 117-112 e 116-112 due volte. Carafa, seppur sconfitto, merita un'altra possibilità, magari in una categoria meno pesante.
Superpiuma WBA Interim - Chris COLBERT v Jaime ARBOLEDA
Netta affermazione del 24enne campione dei Superpiuma Wba Interim Chris "Prime Time" Colbert (15-0) sul 26enne panamense Jaime Arboleda (16-2) al Mohegan Sun Casino di Uncasville - Connecticut - nell'evento clou griffato PBC. Il detentore è sicuramente un profilo che non passa inosservato: capelli e guantoni viola fluo,pantaloncini con le frange e una facilità di piazzare i colpi da far paura tanto da sembrare un uomo con sei braccia. Colbert è partito fin dal primo round in quinta, stordendo l'avversario con una serie a sei colpi. Nel finale di secondo il campione stordiva nuovamente Arboleda con un uppercut destro seguito da un gancio e da alcuni raddoppi proprio sul filo del gong. Poi lo sfidante, al nono tempo, cercava di replicare a una superiorità tecnica evidente con alcune serie al bersaglio grosso. La reazione di Colbert culminava con un gancio sinistro in uscita dall'angolo a cui seguiva un altro sinistro che mandava a terra Arboleda. L'epilogo giungeva al round numero 11 quando Colbert finiva l'avversario tempestandolo con qualsiasi colpo possibile. Dopo il terzo kd, l'arbitro Kenny Bayless fermava giustamente la contesa.
Duro destro dell' "all pink" Chris Colbert ai danni di Arboleda
Leggeri - il giapponese Nakatani col "brivido" al 9 round su "El Diamante" Verdejo
Avvincente sottoclou di Stevenson vs Kahn Clary nella riunione Top Rank al The Bubble di Las Vegas tra il giapponese Masayoshi Nakatani e il portoricano Felix "El Diamante" Verdejo (26 anni - 27-2) al limite dei pesi leggeri. Nakatani (31 anni - 19-1-13 ko) non combatteva dal Luglio 2019 quando venne sconfitto ai punti da Teofimo Lopez nella semifinale per il titolo e probabilmente portava con se più di qualche ruggine. Infatti quasi in apertura di primo round, il nipponico veniva centrato al volto da un diretto destro di Verdejo che lo mandava inaspettatamente al tappeto. Replay nel corso del quarto tempo quando il pugile di Portorico scagliava contro la mascella di Nakatani un duro gancio destro dalla corta distanza che faceva toccare all'avversario il ring col ginocchio . Passata la buriana, nel corso riprese centrali, il pugile nipponico iniziava a cambiare marcia. Giunti al nono round, Nakatani si ricordava di essere un contender e approfittava di un'apertura nella guardia di uno stanco Verdejo per stampargli un secco jab sinistro in pieno volto che lo faceva piombare sulle corde. Dopo il conteggio dell'arbitro, Nakatani chiudeva la pratica colpendo l'avversario con uno sporco gancio destro alla fronte. A quel punto il già frastornato Verdejo crollava a faccia avanti e il "ref" decretava immediatamente il ko tecnico. Nelle interviste post fight Nakatani, al secondo incontro disputato fuori dal Giappone, ha dichiarato che in una rivincita contro Teofimo Lopez cercherebbe, come sua natura, la vittoria prima del limite.
Superpiuma - Shakur Stevenson facile in 12 riprese su Toka Khan Clary
Vittoria largamente unanime ai punti (100-90 per tutti e tre i giudici) in favore di Shakur Stevenson (15-0) che ha dominato in tutto e per tutto Toka Kahn Clary nel main event Top Rank al The Bubble MGM. L'ex olimpionico del 2014 ha fatto sfoggio di tutto il proprio repertorio pugilistico senza però mai forzare più di tanto, il che ha reso un pò noioso l'andamento dell'incontro per l'intero arco dei 12 rounds. Dopo il combattimento Stevenson ha dichiarato di puntare dritto alla corona Wbo di categoria (è il n.1 in classifica per questo ente) e di voler affrontare il vincente tra Herring e Frampton. Tuttavia non è da escludere anche una sfida iridata contro il messicano Berchelt, campione per la Wbc, o addirittura una sfida a Vasily Lomachenko, nelle cui intenzioni ci sarebbe quella di ritornare nei limiti della categoria dei superpiuma.
L'arbitro ferma l'azione distruttrice di Berlanga a 2:40 del primo round
Supermedi - Berlanga ancora una volta per KO al 1 round. E sono 16 di fila!!!
Nel sottoclou di Stevenson vs Clary era atteso il ritorno del fenomenale picchiatore 23enne portoricano Edgar "The Chosen One" Berlanga, fin qui imbattuto e sempre vincitore per ko al primo round. Le attese non erano infondate perchè il suo avversario, tal Ulises Sierra (15-1-2), letteralmente sommerso da una violentissima gragnola di colpi, è stato finito da Berlanga, dopo tre "kd", quando il cronometro segnava 2:40 della prima ripresa. Il record del nostro, passato pro nel 2016, si aggiorna così a 16-0 (16 ko tutti maturati entro i primi 3 minuti) e ormai è stato messo a fuoco il record assoluto della specialità appartenente allo yemenita Rayimi (21 ko). Tuttavia è lecito chiedersi se questo mostruoso trend sia da ascriversi a una potenza fuori dal comune o a una bassa caratura degli avversari incontrati da Berlanga. In attesa di conoscere meglio i limiti di questo eccezionale fighter, l'89enne Bob Arum, che da tempo ha messo il portoricano sotto l'egida della Top Rank, ha dichiarato: "Non vedevo un fenomeno del genere dai tempi gloriosi del giovane Mike Tyson"
Tim Tzyu atterra Bowyn Morgan
Superwelter - Tzyu jr. pronto per un 2021 Mondiale
Vittoria senza se e senza ma per il 26enne australiano Tim Tzyu, figlio del grandissimo campione russo Kostya Tzyu, ai danni del neozelandese Bowyn Morgan sul ring casalingo di Sydney. L'epilogo è praticamente avvenuto al primo scambio quando Morgan andava al tappeto dopo aver incassato una rapida combinazione portata dal figlio d'arte. Rialzatosi, il malcapitato neozelandese veniva letteralmente abbattuto da Tzyu jr. con uno spettacolare destro al capo. Dopo il match Tim ha avvertito che "si tratta solo dell'inizio" e che il prossimo incontro sarà quello per il titolo, da disputarsi proprio a Sydney. Obiettivo del giovane rampante, secondo Boxing News 24/7, potrebbe essere il brasiliano Texeira, titolare Wbo, che dopo la difesa della sua corona in Febbraio, potrebbe essere libero per Tzyu. Il record dell'australiano, nella posizione numero 2 delle liste Wbo, è ora di 17-0 (13 ko).
Nell'immaginario collettivo del "big match", tendiamo generalmente ad evocare lo scontro tra titani nei pesi massimi o quello "di classe" nei pesi medi, quasi sempre su rings americani, magari tra pugili made in Usa e spietati picchiatori messicani o, al massimo, inglesi.
Eppure, spesso, le categorie di peso più "leggere" della boxe offrono combattimenti di incredibile intensità tra piccoli guerrieri che sembrano essere letteralmente fatti di acciaio. Sfide che si svolgono su palcoscenici lontani dalle luci sfavillanti di Las Vegas o di Londra, quasi sempre in Estremo Oriente, e che vedono coinvolti pugili giapponesi, coreani o thailandesi a volte dai nomi impronunciabili.
Oggi vi racconto un combattimento, che era attesissimo in Giappone, svoltosi la scorsa notte sul ring dell' Ota City Gymnasium di Tokio. Una sfida "fratricida" tra i nipponici Kazuto Ioka e Kosei Tanaka. In palio il mondiale Wbo dei Supermosca detenuto da Ioka.
Le attese della vigilia si rivelavano fondate perchè lo sfidante Tanaka non perdeva tempo e, per i primi quattro rounds, imponeva la sua boxe aggressiva al campione, che rimaneva sulle sue, quasi in attesa del momento buono. L'attimo propizio arrivava sul finire del quinto tempo quando Ioka, uscendo da una schivata sul tronco, riusciva piazzare prima un gancio destro seguito da un sinistro preciso al volto dell'avversario che andava al tappeto.
Tanaka, pur rialzandosi, finiva nuovamente "kd" nel sesto round ma trovava la forza della disperazione per dare vita ad un'intensissima settima ripresa fatta di saettanti scambi a due mani tra i due pugili, iquali apparivano entrambi segnati sui propri volti. Nel corso dell'ottava, l'epilogo: Ioka centrava l'affaticato Tanaka con un preciso uno-due al volto e l'arbitro decretava immediatamente la fine della sfida. Poi spazio agli abbracci tra i due contendenti e alla gioia di Kazuto Ioka per la difesa del titolo.
Ho detto in precedenza che in Giappone attendevano con ansia questa sfida tutta nipponica. Infatti il match metteva di fronte due campioni che nel corso della loro carriera hanno conquistato complessivamente sette titoli mondiali in sette diverse categorie di peso.
Ioka, oltre all'attuale mondiale supermosca WBO, ha detenuto le cinture dei pesi paglia WBC e dei mini mosca e mosca WBA. Finora ha disputato diciannove incontri con titolo mondiale in palio vincendone 17 e perdendone 2.
Per Tanaka, invece, "soltanto" tre cinture: pesi paglia, mini mosca e mosca WBO con un bilancio di nove vittorie e 1 sconfitta (quella di oggi). Tuttavia, avendo visto la sua caratura, sono certo che il quarto titolo arriverà presto anche per lui.
Spettacolare rientro del 38ene Gennadi Golovkin (41-1-1-35 ko) che sul ring del Seminole Hard Rock Hotel & Casino di Hollywood ha demolito in sette riprese lo sfidante ufficiale, il polacco Kamil Szeremeta (21-1-5 ko), già campione Europeo dei pesi medi. Il campione kazako, dopo il lungo stop e nonostante l'anagrafica non più verde, ha dimostrato di aver mantenuto intatta la propria caratura pugilistica e di far emozionare ancora una volta i suoi tifosi. Eh sì, vedere combattere "GGG" è un piacere senza fine, non solo perchè mena come un fabbro ma pure perchè Golovkin è un Campione vero anche nei minimi dettagli. Ad esempio stasera l'ho visto schivare due colpi di Szeremeta usando il tronco con imperturbabile naturalezza. Oppure basta guardarlo negli occhi per vedere scintillare un killer instinct che ha pochi uguali al mondo. La scelta sempre diversa delle traiettorie dei colpi che porta, la serietà e l'innata predisposizione a tenere il centro del ring, fanno di questo pugile, dopo 21 difese del titolo mondiale, un autentico fuoriclasse.
Per quanto riguarda il match, che vedeva in palio i titoli Ibf e Wbo dei medi, non c'è stata storia sin dalle prime battute, nonostante il 31enne Szeremeta abbia dimostrato un cuore immenso, cercando di conquistare, senza riuscirci, il centro del ring. Golovkin invece, iniziava ad alzare il ritmo stantuffando continuamente sul volto dell'avversario il jab sinistro per poi raddoppiare sia di gancio sia di montante. Lo sfidante ha subito ben quattro atterramenti: in finale di primo round dopo un gancio sinistro al volto, in finale di secondo round dopo un gancio sinistro alla tempia, al quarto round ancora su un altro gancio sinistro al volto e al settimo round dopo due jab sinistri consecutivi e rapidissimi. Provatissimo nel fisico e nel morale, il seppur coraggioso Szeremeta non si alzava dallo sgabello allo scoccare dell'ottavo round, inducendo l'arbitro a decretare la fine dell'incontro.
Dopo questa scintillante affermazione, per Golovkin appare quasi scontato un terzo match con Canelo, qualora il messicano stanotte si affermi sull'inglese Smith.
Supermedi IBO - Inaspettato successo di Gongora. Dopo una rimonta avvincente, l'ecuadoregno infligge un durissimo ko ad Akhmadov al 12esimo round
Nel sottoclou di Golovkin - Szeremeta, bellissimo match tra due pugili imbattuti per il vacante mondiale IBO dei Supermedi: da una parte il lanciato kazako Ali Akhmedov, dall'altra lo sconosciuto ecuadoregno Carlos Gongora. Akhmedov saliva sul ring da favorito e confermava le impressioni della vigilia iniziando a spron battuto e aggiudicandosi con facilità le prime quattro riprese del combattimento. Nel corso del secondo round, Gongora veniva toccato duro e, dopo aver dato l'impressione di essere ad un passo dal ko, terminava la ripresa soltanto grazie alla forza di volontà.
Tuttavia nella boxe non si può dare nulla per scontato e, nonostante l'evidente superiorità del kazako, Gongora, a partire dalla quinta frazione, iniziava lentamente a risalire la china mettendo in luce una tecnica cristallina, un senso dell'anticipo più marcato rispetto all'avversario e, dulcis in fundo, due pugni alla dinamite che col passare dei minuti fiaccavano le resistenze di Akhmedov.
Dopo un sesto round praticamente giocato a viso aperto da entrambi i contendenti, Gongora iniziava ad avere la meglio e, sulle ali di una fiducia ritrovata, toglieva il possesso del centro ring all'avversario che veniva anticipato quasi sempre dal jab e dal destro in gancio o in montante doppiato dell'ecuadoregno il quale finiva per aggiudicarsi tutte le restanti riprese dell'incontro, ad eccezione dell'undicesimo tempo.
Si arrivava pertanto al dodicesimo ed ultimo round con un Akhmedov stanco e ferito al volto, obbligato a dare tutto per rovesciare le sorti di un match sfuggitogli dalle mani e che sul mio cartellino lo vedeva in svantaggio di un punto. A questo punto, però, Gongora tirava fuori il miglior repertorio dal suo cristallino bagaglio tecnico e all'inizio della ripresa mandava Akhmedov al tappeto con un montante sinistro al mento preciso e potente. Il kazako, ormai sfinito e sanguinante, si rialzava ma ogni reazione era vana. Gongora lo colpiva nuovamente con un doppio montante (destro- sinistro) e stavolta rimaneva al tappeto per il conto totale.
Affermazione netta ai punti di Canelo Alvarez su Callum Smith all'Alamodome di San Antonio, Texas. 12 riprese in cui il campionissimo messicano ha sfoggiato tutto il suo acume tattico e il suo bagaglio tecnico/gestionale difficilmente eguagliabile nella boxe contemporanea. Alvarez che regalava a Smith svariati centimetri in altezza e in allungo, è partito subito forte conquistando il centro del ring e costringendo l'inglese a boxare sulle corde. Impressionante è stato l'uso millimetrico dei colpi (principalmente jab e montanti dal basso) per penetrare con costante efficacia una guardia, per motivi strutturali, difficilissima da violare. Impressionante la concentrazione tenuta dal messicano in tutto l'arco del combattimento: mai un cedimento e sempre il colpo in canna in risposta ad alcuni colpi isolati portati dal suo avversario.
E'doveroso ricordare che Callum Smith è uno dei migliori supermedi a livello mondiale. Un pugile tecnicamente e fisicamente dotato (molto alto e braccia lunghissime) con un pugno di quelli che fanno davvero male. Ebbene, in tutto il match, l'inglese avrà piazzato giusto un gancio destro al decimo round tale della sua fama, tanto è stato impegnato a non scoprirsi troppo dal suo guscio difensivo, tattica che lo ha salvato dal ko ma che, irrimediabilmente, lo ha portato, visibilmente segnato in volto, a una sconfitta indiscutibile.
Il verdetto unanime per Canelo è stato di 119-109 due volte e 117-111. Personalmente avevo 120-108. Con questa vittoria Alvarez è il nuovo campione dei supermedi per la Wba (titolo in palio detenuto da Smith) e per la Wbc (vacante e messo in palio dall'ente alcuni giorni fa). Vedremo se il fuoriclasse continuerà in questa categoria o scenderà nuovamente nei pesi medi in vista di un Canelo-Golovkin III
Una falsa partenza costa al 27enne vicentino Luca Rigoldi l'Europeo dei Supergallo. Contro un avversario forte come l'inglese Gamal Yafai, il nostro pugile è a mio parere mancato nel corso dei primi tre round, dove ha subito la tecnica jab destro-gancio sinistro portata molto bene dal rivale, senza opporre quel ritmo forsennato di cui è costituita la sua boxe e che aveva fatto le sue fortune contro il francese Parodi. Probabilmente il veneto ha pagato anche il lungo periodo di inattività. A partire dal quarto round Rigoldi iniziava a carburare e a prendere l'iniziativa cercando di piazzare la serie giusta e portando Yafai alle corde. Tuttavia il pugile di Birmingham si è dimostrato tecnicamente un osso duro, snocciolando un bagaglio tecnico cristallino al quale non è facile opporsi con efficacia. Probabilmente se il nostro avesse nelle proprie corde un pugno più duro avrebbe potuto opporsi meglio, ma sappiamo che il colpo del ko non è la caratteristica del pur generosissimo Luca che si è visto respingere anche l'ultimo assalto nel corso del 12esimo e ultimo round. Il verdetto, giusto ma ingiustificato nelle proporzioni (119-109!!! e 116-112 due volte) consegna la corona europea nelle mani di Yafai ma sono certo che la storia di Luca Rigoldi non termina stasera.
BOSCHIERO SUL FILO DI LANA: SPLIT DECISION CONTRO EL PATA GONZALEZ
Vittoria sul filo di lana per il 39enne Devis Boschiero contro il venezuelano Samuel "El Pata" Gonzalez, sostituto dell'ultim'ora - causa Covid - dell'italo belga Francesco Patera con cui il nostro avrebbe dovuto incrociare i guanti. Il padovano saliva sul ring abbastanza nervoso e, nonostante un buon avvio di combattimento, non riusciva a doppiare i colpi che rimanevano così basati sul gancio destro. Per sua fortuna Gonzalez peccava di continuità nonostante il risveglio nelle ultime riprese, dove riusciva ad andare a segno con maggior precisione rispetto all'avversario, apparso molto provato. A difesa di Boschiero c'è da dire che dal punto di vista fisico Gonzalez sembrava provenire dalla categoria di peso superiore. Alla fine ne usciva fuori un match spigoloso, ruvido e tirato, conclusosi con verdetto di split decision: 96-94 due volte per Boschiero e 96-94 per Gonzalez. Boschiero può ritenersi soddisfatto: alla sua età e con un incontro saltato all'ultimo, di fronte a un avversario più alto e più grosso, questo risultato è più che lusinghiero.
BELLA PROVA DI NATALIZI: LARGACHA RESISTE 3 ROUND
Non l'avevo mai visto in azione ma il 25enne superwelter romano Mirko Natalizi (9-0-6 ko) sembra davvero essere un bel prospetto in possesso di un pugno molto potente. A farne le spese è stato il panamense Manuel Largacha, arrivato a Milano con intenzioni bellicose e partito a spron battuto fin dal primo colpo di gong per fare il match. Ne usciva fuori una battaglia senza esclusione di colpi che vedeva il nostro pugile, adeguatosi alla guardia destra dell'avversario, avere la meglio già nei primi due rounds. Nella terza ripresa l'epilogo, quando Largacha finiva per soccombere investito da una ripetuta serie di ganci. L'arbitro fermava l'incontro decretando Natalizi vincitore e salvando il panamense, con un occhio chiuso, da una terribile punizione.
Negli altri incontri la campionessa superpiuma IBF Maiva Hamadouche (Francia) ha inferto una durissima punizione alla serba Ina Pavlovic. L'incontro sospeso nel corso dell'ottavo assalto sarebbe dovuto finire molto prima per evitare spiacevoli conseguenze all'atleta sconfitta. Brutta gestione da parte dell'angolo della Pavlovic e dell'arbitro. Infine netta vittoria dello spagnolo Sandor Martin, campione europeo in carica dei superleggeri, contro il nicaraguense di stanza in Italia Nestor Maradiaga. Martin, già vincitore del nostro Andrea Scarpa, ha vinto senza alcuna difficoltà. Il match era no title sulla distanza delle otto riprese.
TABELLONE. EBU Europeo Supergallo - Gamal Yafai (GB) b. Luca Rigoldi (ITA) UD 12; Leggeri - Devis Boschiero (ITA) b. Samuel "Pata" Gonzalez (Ven) SD 10; IBF World Super Piuma Femminile - Haima Hamadouche (Fra) b. Ina Pavlovic (Ser) KOT 8; Superleggeri - Sandor Martin (Esp) b. Nestor Maradiaga UD 8; Superwelter - Mirko Natalizi (ITA) b. Manuel Largacha (Pan) KOT 3
Che il 39enne bulgaro Kubrat Pulev facesse più impressione per il truce aspetto da guerriero che per il valore pugilistico, c'erano pochi dubbi. Tuttavia il ritorno al ring dopo un anno del campione del mondo dei pesi massimi Anthony Joshua non poteva essere tanto più spettacolare quanto convincente.
Sul ring della Wembley Arena "A.J." ha dato una lezione di boxe allo sfidante, vincendo la contesa grazie ad un perfetto uso del montante e del jab destro in rimessa. Ha rimandato al mittente il suo avversario gestendo il match senza affanni, accelerando in maniera devastante quando da lui ritenuto necessario. Ma quello che Joshua ha mostrato ai suoi tifosi sono soprattutto due qualità: la prima, un fisico tonico ma senza avere più i connotati del culturista. La seconda, una cattiveria che finora, nel corso della sua carriera, non avevamo mai visto. Probabilmente le differenti tipologie di training adottate dal campione inglese dopo la sconfitta contro Ruiz hanno avuto riscontri molto positivi.
Chiaro esempio di come si porta il montante destro
Dopo le due prime riprese di studio, Joshua lancia l'attacco a Pulev con una serie infinita di colpi. Il bulgaro sembra in balia dell'avversario, come una navicella in mezzo al mare in tempesta. Cerca di legare, di aggrapparsi alle corde, mostrando il volto della sofferenza e, al tempo stesso, della rassegnazione. Allo stremo delle forze, Pulev volta le spalle a Joshua: a livello di regolamento significa abbandono ma non per l'arbitro sudafricano Dwarte che invece lascia proseguire.
L'incontro prosegue fino al nono round, quando "AJ" manda nuovamente al tappeto Pulev dopo l'ennesimo montante. Il bulgaro, generoso, si rialza ma è un gancio destro mirato al naso, un colpo in cui coordinazione, forza e precisione si mescolano alla perfezione, a finirlo in maniera definitiva. Per Joshua è il trionfo in una notte da incorniciare. Per Pulev, 39 anni, si tratta forse del capitolo finale di una lunga carriera snodatasi tra i dilettanti e i pro.
Gancio destro di Joshua. Pulev finisce sulle corde
E ora, come preannunciato da Eddie Hearn, promoter dell'evento per Matchroom, Joshua è pronto per incrociare Tyson Fury per l'incontro della verità. Un derby inglese, un match che si potrebbe fare entro Giugno 2021 e che si preannuncia incerto e imprevedibile. Una sfida che potrebbe decretare l'"undisputed champion", l'unico campione del mondo dei pesi massimi. Incrociamo le dita...
Pulev è contato out. Joshua si riconferma campione del mondo
AJ a colloquio con Floyd Mayweather dopo il match
CRUISER: Occhio a Lawrence Okolie, pretendente al titolo Wbo. Jezewski distrutto in 2 round.
Attenzione al 27enne cruiser inglese Lawrence Okolie , protagonista del sottoclou alla Wembley Arena. Questo ragazzone con il record di 15-0 e 12 ko affronterà molto presto Kryzstof Glowacki per il mondiale Wbo di categoria. In attesa di possibili sviluppi iridati, Okolie ha incrociato l'imbattuto 29enne polacco Nikodem Jezewski, finito sul bill dell'evento appena dieci giorni fa. Ebbene non c'è stata storia in quanto già nel primo round Jezewski è finito "kd" per ben due volte, letteralmente sgretolato dai colpi dell'avversario. Terminata a stento la ripresa, Jezewski è stato finito da un destro in pieno volto durante il secondo round. Per Okolie i media predicono un futuro da campione del mondo: effettivamente il nostro ha un fisico molto particolare per la categoria di peso in cui combatte. Longilineo e agile di gambe, possente di busto e con due leve lunghe e potenti. Finora nessuno è stato in grado di resistergli.